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24/08/2017 | 15:47
Luciano

Con quale logica si è arrivati a questa cervellotica applicazione che non viene certamente capita dalla stragrande maggioranza dei lavoratori? Penso, ma non sarebbe più semplice e comprensibile da tutti se la somma accantonata mensilmente fosse assoggettata all’aliquota minima IRPEF e la somma così accantonata, ovviamente rivalutata con gli indici annuali di rivalutazione, venisse interamente corrisposta al lavoratore al termine dell’attività lavorativa? Sarebbe un accantonamento al pari di un qualsiasi piano finanziario, peraltro, le somme resterebbero sempre a disposizione del datore di lavoro (motivo della rivalutazione) solo che sono già state assoggettate ad imposta. Troppo semplice?

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