La parola nasce nel 2007, ma sarà una delle tendenze Web del 2009: il lifestreaming. È lo specchio fedele delle nostre attività digitali, arricchisce o sostituisce il nostro blog, è un flusso delle attività online che vogliamo far conoscere ai nostri amici o visitatori. Oggi vedremo cosa è e quali applicazioni si usano per crearlo.
Quello che state vedendo è un lifestream creato appositamente da noi per questo video. In un'unica pagina sono aggregati in ordine cronologico gli ultimi messaggi di Twitter, gli ultimi video favoriti segnalati su Youtube, gli articoli preferiti indicati su Digg, le ultime foto pubblicate su Flickr, gli ultimi post del proprio blog.
Il lifestreaming è un metodo per aggregare automaticamente in un'unica pagina ogni cosa che ognuno di noi crea online. Possono essere messaggi, video o foto che si inviano; libri, articoli, blog che si leggono; programmi che si usano o musica che si ascolta. Può essere qualsiasi cosa che è fatta di bit e che è online, basta che il servizio da cui parte il messaggio la possa esportare e che quello a cui arriva la possa aggregare.
I flussi vengono raccolti attraverso diverse tecnologie e la più utilizzata è il feed RSS: ogni servizio che abbia un feed pubblico raggiungibile dal Web può virtualmente essere aggregato al proprio lifestream. Ciò non include solamente i post dei blog ma anche, ad esempio, gli eventi che si pubblicano su Upcoming, i file musicali di Last.fm, i libri di Goodreads. Non solo testo ma anche foto e video.
Il mondo dei servizi che possono essere aggregati è amplissimo. ProductWiki serve per visualizzare prodotti che si recensiscono, Scribd gli articoli, i documenti o i libri che si scrivono; Plazes il luogo in cui ci si trova; Wakoopa il software che si sta usando sul proprio computer; Clutzr i link che si cliccano sul browser. Su Profilactic.com gli sviluppatori ne hanno contati 190.
Anche se un sito non avesse comunque un feed RSS è possibile crearselo da sé: basta usare Dapper, un servizio web gratuito che, attraverso alcuni semplici passaggi guidati, è in grado di creare feed da qualsiasi pagina in formato RSS e in decine di altri, anche se la pagina fosse protetta da una password.
Per creare il lifestream i flussi devono essere poi aggregati da un servizio che li ordina, li organizza, li inserisce in un tema grafico e li pubblica sul proprio sito. Una sorta di sistema per la gestione dei contenuti, ma appositamente progettato per il lifestream. Anche in questo caso i servizi disponibili sono diversi e per diversi usi.
Già abbiamo visto Profilactic: è un servizio Web che richiede solo una registrazione e permette di aggiungere quasi duecento servizi per creare il proprio flusso digitale. I messaggi vengono pubblicati in ordine cronologico su una pagina personale e possono essere commentati direttamente sul sito. Non è il migliore: è lento e poco personalizzabile.
Qualcosa di più fa Storytlr: non supporta tutti i servizi di Profilactic ma offre molte più opzioni e una grafica migliore. Anche in questo caso i messaggi, le foto o i video sono ordinati stile blog: in ordine cronologico uno sotto l’altro. Possono essere commentati dagli utenti, modificati o resi privati dai proprietari del sito. Originale la funzione Story che consente di selezionare alcuni contenuti per data o servizio e creare delle “storie” esterne al flusso.
L’organizzazione cronologica dei messaggi tipica dei blog è quella preferito da queste applicazioni: la troverete anche su Strands e Friendfeed, due altri servizi che al lifestream aggiungono anche strumenti di condivisione tipici dei social network. Sweetcron, il servizio in PHP che abbiamo visto all’inizio di questo video, è più originale e mostra i contenuti in blocchi che si distinguono per colore, titolo e contenuto.
Infine non dimentichiamo chi ha già un proprio blog pubblicato con sistemi di gestione del contenuto tipo Wordpress o Movable type: per entrambi questi sistemi (Action Stream per Movable Type e Lifestream per Wordpress) esistono plug-in che sono in grado di aggregare i flussi della propria vita digitale ai messaggi quotidiani.