Gli strumenti Web 2.0 stanno modificando radicalmente il nostro modo di comunicare sul Web. Sono Daniele Cerra e stiamo per scoprire insieme come la nostra identità digitale, oggi, abbia travalicato i confini del classico "sito personale", diventando qualcosa di più complesso.
Chiunque può realizzare un blog in una manciata di minuti e pubblicare video online con estrema facilità. Ancor più semplice è l'adesione ad un social network.
Sia che si parli di social network dedicati ai rapporti personali e al tempo libero come Facebook, MySpace o LastFM, sia che ci si riferisca a quelli che nascono con scopi professionali come LinkedIn, Viadeo o Xing, sempre più persone, Cybernauti più o meno incalliti, si iscrivono a questi servizi di comunicazione 2.0.
Da un lato, quindi, abbiamo queste piattaforme che rendono molto semplice la pubblicazione di testi, immagini e video, e dall'altro abbiamo gli internauti, che, muovendosi con disinvoltura tra i vari servizi, lasciano tracce sparse della propria identità tra un social network e l'altro. La conseguenza immediata è la frammentazione della propria presenza on-line in diversi punti del Web.
Vista la frequenza con cui la nostra identità on-line si ristruttura, si aggiorna e arricchisce di nuovi contenuti multimediali, l'idea stessa di sito personale statico in cui raccogliere le informazioni e i contributi multimediali che ci riguardano diventa improponibile: aggiornarlo richiederebbe troppo tempo!
La soluzione per gestire la complessità e la frammentarietà della nostra identità digitale on-line si chiama MeshUp, parola che indica la possibilità tecnica di aggregare informazioni e servizi offerti da diversi siti in singole pagine Web. Le combinazioni sono pressoché infinite.
Organizzare un punto di accesso dove raccogliere tutte le briciole della nostra identità digitale è abbastanza semplice. Basta registrarsi a un aggregatore on-line come il popolare Netvibes e creare uno spazio personale in cui "incollare" le nostre informazioni estratte dinamicamente dai blog, i social network e gli altri servizi Web 2.0 che utilizziamo.
Se, per esempio, volessimo costruire una pagina pubblica in cui incollare le nostre gallerie fotografiche caricate su Flickr o Picasa e gli ultimi video che abbiamo pubblicato su YouTube, Vimeo o altri servizi simili, basterà aggiungere l'elemento adatto perché, in tempo reale, nella nostra pagina dedicata compaiano automaticamente gli ultimi contributi pubblicati nei rispettivi servizi Web.
Poiché Netvibes consente di realizzare pagine liberamente accessibili da tutti i navigatori e data l'enorme quantità di servizi che possono essere integrati, basta una manciata di minuti per riuscire a realizzare un sito pubblico dinamicamente e automaticamente aggiornato che raccoglie e organizza tutte le nostre presenze on-line.
Un'applicazione molto interessante per chi scrive su più blog consiste nella possibilità di integrare gli RSS provenienti da diverse fonti in un'unica pagina, così da avere sempre a portata di mano "tutti gli ultimi post" scritti da un autore!
A questo proposito può risultare utile utilizzare un sistema di ricerca tra blog in grado di generare RSS per autore o per parole chiave come technorati.com.
Sulla scia dell'esempio di Netvibes, anche un social network professionale come LinkedIn ha recentemente introdotto un sistema per "importare" elementi della nostra identità digitale sparsi nel Web.
Le nuove applicazioni di Linkedin consentono, per esempio, di aggregare al nostro profilo elementi multimediali esterni come le presentazioni pubblicate su Slideshare o Google Presentation.
Cosa dire, per concludere, di Facebook? La logica delle applicazioni personalizzabili rende Facebook uno strumento ideale per realizzare un mesh-up completo della nostra identità digitale.