Un film, cinque album di musica, le foto del compleanno e alcuni copioni di Teknokult: ecco quello che mi porto sempre dietro, nella mia penna usb. Ma non è stato sempre così... oggi Teknokult riscopre...
Il floppy disk
Nel 1967 l'archiviazione dei dati era una cosa un po'... complessa. La IBM si mette quindi al lavoro per sviluppare un prodotto di dimensioni ridotte, dove caricare codice di aggiornamento per delle macchine mainframe, da inviare facilmente ai clienti. Nasce così il memory disk: un disco di 8 pollici, cioè 20 cm di diametro, magnetico, di sola lettura. Capacità: 80 KB... neanche una foto.
Basta aspettare qualche anno e il floppy, così chiamato per la flessibilità del disco contenuto all'interno della custodia in plastica antipolvere, si diffonderà di pari passo con i computer domestici, passando da 8 pollici a 5 e 25, fino a 3,5 pollici, con una capacità di 1,44 Mb.
C'è mancato tanto così (fa il gesto con le dita) e invece di chiamarli floppy li avremmo chiamati "le dischette". Poi restò il nome "dischetti" ma ci fu un momento in cui, per accordarci all'inglese "diskettes".
C'è anche un personaggio misterioso nella storia del floppy disk: si tratta di Yoshiro Nakamatsu, un prolifico inventore giapponese, padre tra le altre cose degli orologi digitali, dei dispenser di salse e del tassametro. Nakamatsu, detto "Nakamats" in onore della sua mente geniale, affermò con forza di essere giunto al principio alla base del floppy disk già negli anni '50. L'IBM così dovette acquistare da lui una licenza di vendita e molti altri brevetti...
Nel 1981 Sony introduce il floppy disk da 3 pollici e mezzo, quello che abbiamo usato tutti fino agli anni '90 e oltre. Erano disponibili diverse "capacità", vendute ovviamente a prezzi sensibilmente diversi ma c'era chi, per raddoppiare la densità del disco a costo zero, applicava la filosofia del "Do it yourself", erano pur sempre gli anni dell'adolescenza dell'informatica e praticare un forellino a mano o, meglio, con la macchinetta adatta, garantiva più spazio e meno spese!
Ed erano anche gli anni d'inizio della pirateria! Già dagli anni '90 negli Stati Uniti cominciavano le prime campagne per educare i giovani a non violare le leggi legate al "copiright".
Che fine ha fatto?
Ormai trovare dei floppy disk nei negozi è sempre più difficile. L'arrivo delle penne Usb ha decretato la fine del primo supporto per il trasferimento dati di massa. Ma c'è chi non si arrende e preso dalla riciclo-mania cerca in ogni modo di non separarsi dalle sue amate "dischette".
Niente da fare, eh? Non c'è pennetta USB che tenga, troppi ricordi legati al floppy... lasciatevi andare, siate nostalgici, continuate a usare un floppy per i vostri dati. Non c'è l'uscita? ... Allora barate!