Nicholas Thompson: Penso che sia molto interessante, per certi ambiti di ricerca restituisce grafici e dati a coloro interessati ad argomenti come fisica e matematica. Molto interessante.
John Roberts: Stiamo parlando di come funziona, ma per spiegare in che modo si differenzia da Google tu hai usato una bella metafora, spiegando la differenza tra Wolfram Alpha, online dalla prossima settimana al momento in beta test e Google, che ovviamente è il metro di paragone.
NT: Ok, immagina di entrare in una biblioteca per fare una ricerca sulla Russia, con Google si troverebbero tutti i libri che contengono la parola "Russia", davvero molti, ordinati per quante volte contengono il termine e per i riferimenti degli altri libri.
JR: Sì, ma praticamente ci si trova...
NT: Con una pigna di libri, da controllare uno ad uno. Wolfram Alpha si comporta come un bibliotecario dietro la scrivania, dotato di grafici, dati, volumi, a cui dire "Russia" e che con una ricerca restituisce la risposta desiderata. Per alcune cose è meglio, perché con una specifica domanda, se posta nella giusta maniera restituisce risultati davvero appropriati prelevandoli dai libri a disposizione. Il modello di Google restituirebbe invece anche molti altri risultati.
JR: Ok, questo per cosa è utile?
NT: Penso sia utile per fare calcoli, analisi matematiche, o ricerche in banche dati per esempio. Ecco un altro bell'esempio: se digito CNN, ecco cosa mi viene restituito. Google direbbe: "Ok, CNN è un network TV", fornendo il link per il sito ufficiale, dove trovare informazioni su tutte le attività della CNN. Digitando "CNN" in Wolfram Alpha, vengono visualizzate informazioni sulla società Caledonian Trust, soprattutto di tipo finanziario. Il motore di ricerca non capisce che c'è anche un network TV chiamato CNN. Wolfram Alpha risulta quindi molto utile per ricerche in cui si indicano informazioni precise. Al momento è un sistema molto giovane, che deve ancora svilupparsi.
JR: Ricordiamo che Google era molto diverso all'inizio, poi si è evoluto in maniera complessa.
NT: Vero. Un'altra caratteristica di Wolfram Alpha è quella di provare ad interpretare le richieste. Inoltrando una richiesta a Google, si pone una domanda ad un computer non capisce che si sta ponendo una domanda, non interpreta le parole "per" o "come" ma cerca tutte le pagine che contengono le parole "come" e "per". Quello che Wolfram Alpha tenta di fare è dire: "Ok, si tratta di una domanda, si parla di distanza", restituendo la distanza in miglia, chilometri. È un approccio radicalmente diverso di interagire e le risposte restituite saranno tanto più pertinenti quanto più il sistema imparerà ad interpretare le domande.
JR: Ok, qual è la differenza con un servizio come Ask.com, che già permette di porre domande?
NT: Anche in questo caso si possono porre domande ma Ask.com non interpreta le domande come fa Wolfram Alpha. Ask.com restituisce, proprio come Google, un insieme di link a siti esterni da visitare. Wolfram Alpha tenta invece di restituire la risposta esatta nel piccolo spazio di una tabella.
JR: La domanda che tutti si pongono è: "Questo sostituirà Google"? È interessante pensare che Sergey Brin, uno dei fondatori di Google è stato al servizio di Stephen Wolfram nel 1993.
Non vedo possibilità di rimpiazzare Google, credo che sarà utilizzato da una ristretta cerchia di persone per le proprie ricerche ma a Google piace molto l'idea che questo sia presentato come il suo sostituto, perché il vero problema di Google non è che potrebbe essere sostituito da questo nuovo pratico sistema di ricerca. Il vero problema di Google è che potrebbe incorrere in accuse dell'antitrust, quindi è ben contento che ci siano concorrenti e che possano crescere. Quindi, se la domanda è "C'è qualcuno in grado di rimpiazzare Google?" la risposta è "No, attualmente nessuno".