Da tempo si parla dell'e-learning, ma sembra esserci ancora molta confuzione sul suo vero significato e, soprattutto, sui modi di utilizzo di questo misto tra tecnologia e metodologia. Sono Claudio Vergini, collaboratore di HTML.it.
Wikipedia definisce l'e-learning come "apprendimento supportato dalle tecnologie di rete". Spesso, erroneamente, si identifica come semplice formazione a distanza (o FAD) non prendendo in considerazione
una componente fondamentale dell'e-learning di oggi: internet.
Sono tre le componenti fondamentali di un progetto e-learning: le metodologie, le tecnologie, i contenuti.
Le metodologie applicabili sono varie e legate ad alcuni elementi, come lo scenario di riferimento (pensiamo ad una platea di studenti), la tipologia di contenuti da trattare, i risultati formativi da ottenere e, non ultimo, il budget di cui disporre.
Proprio perchè legati a questi vari elementi si possono avere processi formativi definiti "misti" (o blended learning), in cui la componente online si affianca alla formazione di stampo tradizionale, come le lezioni frontali, il supporto telefonico o i seminari.
All'interno di questo processo formativo così variegato, prendono parte una serie di attori, che si muovono tra le aule ed internet: coloro che si occupano della didattica e dei percorsi formativi e i discenti, cioè coloro che imparano. Tutti assieme costituiscono la novità della formazione e-learning odierna: la Community.
La Community è un vero e proprio attore unico, che mira a creare una intelligenza e una conoscenza collettiva, che dà vita alla formazione in ambiente collaborativo.
La componente di base delle tecnologie per l'e-learning è il Learnig Management System, detto anche LMS: una piattaforma di erogazione dei contenuti. L'LMS permette la gestione dei programmi dei corsi di formazione, dalla registrazione degli studenti, alla verifica delle conoscenze.
Attualmente, l'LMS deve prevedere l'introduzione di standard internazionali, come lo SCORM e l'AICC, e sistemi di Community sincroni, come la chat o l'aula virtuale, e asincroni come i forum.
Negli ultimi tempi, sta riscuotendo un notevole successo l'aula virtuale che permette, attraverso tool come bacheca, lavagna condivisa e condivisione del desktop, una interazione sempre maggiore tra docente e studenti.
Venendo ai contenuti, questi possono essere progettati in diversi formati: pagine HTML, animazioni, contributi audio e video, simulazioni o esercitazioni interattive, test e altro ancora. I contenuti possono essere costruiti ad hoc o essere modificati da materiale già esistente in formato elettronico come ad esempio gli eBook. Lo standard attuale è costituito da moduli WBT (Web Based Training) in formato Macromedia Flash.
In Italia l'e-learning è ancora poco diffuso, sebbene sia in costante crescita (infatti nel 2006 questo settore ha fatturato circa 480 milioni di euro), la tradizione culturale della formazione in aula, in Italia, è molto più radicata di quella supportata dalle tecnologie di rete.