In italiano si chiama prestito sociale, in inglese social lending ed è un fenomeno a metà tra Web 2.0 e alta finanza. Esiste anche in Italia e permette a gente comune di prestare soldi con interessi più alti del normale circuito bancario e a chi chiede un prestito di spuntare tassi più favorevoli. Sono Francesco Caccavella e oggi vi parlo del prestito peer to peer: come si presta e si riceve denaro nell'epoca del Web 2.0.
Facciamo un esempio: la mia banca ha un servizio di prestiti personali. Per un prestito di 5000 euro da rimborsare in 24 rate la rata mensile è di poco più di 230 euro. In totale spenderei più o meno 534 euro di interessi. Su Zopa, assieme a Boober uno dei due siti di social lending attivi in italia, la rata per lo stesso importo scende, nel modulo di previsione, a 220 euro e gli interessi diventano circa 303 euro. Il risparmio su questo prestito minimo è di circa 200 euro.
Come si ottengono questi tassi? In modo piuttosto semplice. I servizi di social lending sono degli intermediari di pagamenti tra persone comuni: tra chi mette a disposizione denaro e tra chi lo riceve in prestito. I servizi valutano l'affidabilità di un richiedente, raccolgono il denaro, gestiscono i pagamenti delle rate, mantengono l'infrastruttura tecnologica e aiutano il prestatore nel recuperare crediti non evasi.
Una volta che la domanda e l'offerta di un prestito si incontrano online, il servizio di social lending versa all'utente che ha chiesto il prestito la somma pattuita che, naturalmente, è stata già raccolta dai finanziatori. Ogni volta che il finanziato versa una rata mensile del proprio debito questa viene girata ai prestatori, sommando gli interessi e sottraendo le eventuali commissioni.
Poiché si tratta di un servizio di intermediazione tra privati i tassi vengono stabiliti in accordo tra chi presta e chi riceve. Ad ogni persona che chiede un prestito viene attribuito, basandosi su classiche banche dati creditizie, un valore di affidabilità. In base a questo valore l'utente si presenterà alla comunità di prestatori che, attraverso diversi sistemi, concederanno o no il prestito.
Ad ogni valore di affidabilità è infatti associato un particolare tasso di interesse consigliato: chi ha un valore di affidabilità maggiore riuscirà a spuntare un tasso di interesse più basso di chi ha invece un valore di affidabilità minore. I tassi consigliati pubblicati su Boober rendono bene questa idea: chi ha rating D, il più basso, potrebbe ricevere un interesse tra l'11,5 e il 12,5, chi ha un rating AAA un interesse tra il 5,5 e il 6,5 per cento annuo.
Zopa e Boober sono i primi due siti attivi in Italia ma funzionano in maniera differente. Su Zopa il sistema è più impersonale: il prestatore mette a disposizione una cifra e sceglie durata e rendimento massimo del prestito secondo un sistema rapido o uno più dettagliato. Chi richiede un prestito valuta se le offerte dei prestatori soddisfano le proprie esigenze e può o confermare la richiesta di finanziamento oppure attendere offerte a tassi migliori.
Boober ha più l'aspetto di un social network. Chi ha bisogno di un prestito pubblica la propria offerta all'interno di una sorta di marketplace impostando il tasso di interesse richiesto e la durata. Il messaggio può contenere anche la descrizione della richiesta e una foto. I finanziatori possono fare domande, discutere tra di loro del finanziamento e, basandosi sulla richiesta e sull'affidabilità del richiedente, contribuire a raggiungere la somma del prestito richiesto.
I servizi di intermediazione offerti da Zopa e Boober hanno un costo. Zopa chiede ai prestatori l'1% annuo della somma non rimborsata calcolata giornalmente. Ai richiedenti è richiesto un fisso di 10 euro per ogni anno del finanziamento e una commissione tra lo 0,5 e il 2 per cento che varia in base al grado di affidabilità. Boober chiede tra l'1,5 e il 3 della somma ottenuta dai richiedenti più un euro e mezzo per ogni rata e un contributo di iscrizione. Ai finanziatori è invece richiesto il 10 per cento del profitto. In entrambi i casi l'estinzione anticipata del prestito è gratuita.
Vi sono anche dei limiti per le somme che girano sui due siti. Si tratta di prestiti personali che non possono superare i 10 mila euro in 60 mesi su Boober con e i 15 mila euro in 36 mesi su Zopa. Anche i finanziatori hanno un limite e non posso prestare, su entrambi i siti, più di 50 mila euro.
Naturalmente vi starete chiedendo: chi garantisce gli utenti finanziatori che i finanziati non scappino senza pagare le rate? La risposta è semplice: nessuno. Ma vi sono alcune garanzie: i soldi di chi presta vengono suddivisi fra più utenti per differenziare il rischio e le attività di recupero credito sono gestite dalle stesse società, senza costi per l'utente. Secondo quanto dichiarato da Zopa, il tasso di insolvenza della controllata inglese si è attestato lo scorso anno sullo 0,2 per cento.