ICTv:
Siamo con Marco Casario, Adobe Guru e collaboratore di HTML.it. Marco, il tanto atteso Apollo è finalmente arrivato col nome di AIR. Qual'è il vantaggio di sviluppare applicazioni Desktop utilizzando strumenti per il Web?
MC:
Sì. è Adobe AIR il nuovo nome di quello che prima era chiamato in codice "Apollo", AIR sta per Adobe Integrated Runtime ed è un runtime desktop a tutti gli effetti, per sviluppare le applicazioni all'interno del desktop, quindi delle vere e proprie applicazioni desktop. Cosa significa per gli sviluppatori questo nuovo approccio allo sviluppo? Significa a tutti gli effetti poter uscire dal contenuto del browser, e quindi non essere più incastrati all'interno di un browser: di Internet Explorer, piuttosto che di Firefox o di Safari, e poter soprattutto interagire con il filesystem del sistema operativo. Apollo, o Adobe Air, come da ieri è stato chiamato, è il runtime che permette su Machintosh, Windows e, tra breve, anche su Linux, di poter "deployare" le proprie applicazioni e interagire con il sistema operativo. Quindi parliamo di un sistema cross-platform, disponibile su diverse piattaforme. Lo sviluppatore ha il grande vantaggio di non dover imparare un nuovo linguaggio, perchè Adobe AIR si programma utilizzando ActionScript, Flash, Flex. Gli strumenti quali Flash CS3 piuttosto che Dreamweaver o Flex permettono già, nelle ultime versioni di esportare nel formato AIR, che è appunto il formato letto dal Runtime che permette di poter inglobare anche applicazioni Ajax, sviluppate quindi con il tradizionale HTML e JavaScript, all'interno di questo sistema.
ICTv:Quali saranno le performance?
MC: Dal punto di vista delle performance, fondamentalmente avremo quello che si ha con una Java Virtual Machine, però con tutta la potenza e l'espressività di quello che ha reso famoso il Flash Player, quindi il formato SFW. Possiamo aspettarci degli ottimi compromessi tra peso dell'applicazione, qualità e user experience.
ICTv: Secondo te questa tecnologia sancirà la scomparsa della programmazione tradizionale a favore della programmazione Web?
MC: Le applicazioni che vengono "deployate" su Adobe AIR, sono applicazioni che a tutti gli effetti possono essere state prima sviluppate e pensate per il Web. Questo vuol dire che oggi abbiamo un nuovo canale per distribuire la nostra applicazione, senza dover scomodare Swing, Java o altri linguaggi e sistemi molto più complessi. Perciò direi che sicuramente ci sarà un incremento da questo punto di vista e, soprattutto per le società e gli sviluppatori, un nuovo modello di distribuzione della propria applicazione.
ICTv: Quanto di Flex 3 sarà Open Source?
MC: Sì. Adobe ha annunciato recentemente che la versione che attualmente è scaricabile in beta sui Labs di Adobe, ciò Flex 3 sarà Open Source. Che cosa significa questo? Significa che la comunità degli sviluppatori avrà la possibilità di risolvere bug e aggiungere funzionalità a quelle che sono le Flex 3 SDK, quindi il Software Development Kit per lo sviluppo di applicazioni. Quindi Flex 3 è da intendersi Open Source per quanto riguarda il suo ambiente di sviluppo.
ICTv: Per sviluppare AIR: Dreamweaver o Flex Builder?
MC: Entrambi. Entrambi perchè Flex è l'ottimo strumento per produrre feil SWF, quindi per produrre applicazioni che vengono comunemente fruite con il Flash player, Dreamweaver è lo strumento professionale per creare applicazioni HTML o applicazioni Ajax. L'insieme di queste due tecnologie, l'insieme di questi due formati, quindi quello che sarete in grado di fare con questi due software, può essere integrato all'interno di un'unica applicazione che verrà poi letta da Adobe AIR, dal desktop runtime.