Sono passati più di quindici anni da quando il Web è entrato nelle nostre case. Nell'ultimo periodo questo strumento si è però evoluto e ha cambiato forma. Sono Francesco Caccavella di HTML.it e oggi cercheremo di descrivere i maggiori cambiamenti che ha introdotto nella nostra vita online il Web 2.0, il Web di nuova generazione.
Se prima il Web era visto come un'enorme libreria nella quale trovare informazioni e risorse d'gni tipo, oggi il Web è in realtà una grande piattaforma in cui collaborare, lavorare e, soprattutto, condividere pensieri e informazioni. Questa transizione non è tuttavia una vera e propria rivoluzione: per Web 2.0, un termine coniato nel 2004 dalla O'Reilly Media, si intende evoluzione, profonda, dei metodi di accesso e di uso delle risorse sulla rete.
Per prima cosa ci sono più utenti, e sono utenti che in sempre maggiore quantità utilizzano una connessione always on e a banda larga. Ciò significa che il tempo passato in rete è sempre maggiore e la quantità di dati scaricabili sempre in aumento. Inoltre le modalità di accesso sono sempre più diversificate: si può accedere ad Internet dalla strada con un telefono cellulare, dal salotto di casa con la televisione, oppure da diverse postazioni di lavoro in uffici diversi conPC tradizionali o notebook ultra leggeri.
Ci sono più utenti sul Web e ci sono molte più cosa da fare. Nel Web 2.0 si produce innanzitutto molto più contenuto: la disponibilità di strumenti di pubblicazione di semplice utilizzo, come i blog o i CMS, permette a chiunque ne abbia voglia di pubblicare storie, notizie e pensieri senza conoscere una riga di linguaggio HTML. La diffusione di siti di condivisione di materiale multimediale lascia a chiunque la facoltà di rendere disponibili foto e video. Le risorse pubblicate vengono, la maggior parte delle volte, condivise e lasciate libere di combinarsi sul Web.
La maggiore partecipazione degli utenti consente inoltre di dare vita a vere e proprie forme di intelligenza collettiva. La Folksonomy, ad esempio, ossia il metodo attraverso il quale gli utenti stessi catalogano le risorse incontrare sul Web attraverso parole chiave. Oppure i Wiki, strumenti online che favoriscono la creazione di contenuti condivisi di cui il frutto maggiore è la nota enciclopedia gratuita Wikipedia. O ancora i social network alla MySpace in cui utenti da tutto il mondo condividono la propria vita quotidiana.
Tutte le nuove attività degli utenti sono rese possibili anche da nuovi software, progettati e sviluppati interamente sul Web grazie all'uso di protocolli e linguaggi moderni, come ad esempio Ajax. Nel Web 2.0 le applicazioni si usano come se fossero servizi di un sito: digitando un indirizzo e registrandosi. Con Zoho, per dirne una, è possibile usare fogli di calcolo, editor di videoscrittura, database, sistemi CRM senza installare nulla e con il vantaggio di avere tutto sempre disponibile a portata di browser.
Le applicazioni Web non sono solo più semplici da usare e disponibili ovunque ma sono anche più aperte. Attraverso l'uso di formati basati su XML, come ad esempio RSS per i contenuti o iCal per i calendari online, è possibile condividere i dati tra diverse applicazioni. Grazie al diffuso uso delle API, le istruzioni che permettono di accedere alle funzioni profonde di un programma, è possibile creare i cosiddetti Mashup, ossia nuovi servizi nati dall'unione di funzioni di una o più applicazioni.
La maggiore partecipazione degli utenti, la nascita di nuove intelligenze collettive e la diffusione di servizi software online sono gli aspetti più emergenti del nuovo modo di usare il Web. Un modo che sta però per lasciare il posto a quello che qualcuno già chiama il Web 3.0. Ma questa è un'altra storia che vi racconteremo la prossima volta.