Un pioniere del free software come R. Stalmann lo considera una stupidata, uno dei grandi imprenditori dell'informatica come Larry Ellisson dice che è un bluff senza senso. Gartner, la principale società di analisi per il settore tecnologico, lo include ai primi posti tra le 10 innovazioni più importanti dei prossimi 5 anni. Comunque la si veda, cloud computing è certamente una delle parole chiave di oggi e di domani.
Per capire cosa si intenda per cloud computing bisogna intendersi sui termini. Per computing si intendono le operazioni informatiche che si gestiscono di solito con il computer: dalla lettura della posta elettronica - mettiamo - alla gestione di grandi server. Cloud è una metafora per intendere il Web. Il cloud computing è quindi, nella sua accezione più banale, un modo per usare tipiche applicazioni informatiche attraverso servizi basati sul Web. È, in altre parole, Internet usato come un grande computer.
Tutto ciò ha un impatto rivoluzionario su tutto il settore informatico e ne stravolge i paradigmi: cambia il modo di utilizzare il software, cambia il modo di programmarlo e cambia il modo di gestirlo, ossia l'infrastruttura che ne è alla base. Utenti, programmatori e gestori dei sistemi informatici delle aziende dovranno, forse non subito, abituarsi ad avere a che fare con un nuovo modo di intendere l'informatica.
Il primo e più vasto cambiamento che impone un'architettura cloud, un'architettura a nuvola, è nell'infrastruttura. Nell'informatica tradizionale, le applicazioni e i dati sono conservati su un Pc o in più server dell'azienda. In uno scenario di cloud computing, le applicazioni e i dati sono distribuiti su un'infrastruttura formata da diversi computer connessi ad Internet che dialogano tra loro in diverse parti del mondo.
Su un'infrastruttura del genere si trasferiscono le informazioni che diventano così accessibili sempre e da qualsiasi dispositivo; si trasferiscono le applicazioni, utilizzate non più come software da installare ma come servizio in abbonamento; si trasferisce l'elettricità necessaria a far funzionare i computer; si trasferisce la potenza di questi computer. È un passaggio continuo dal computer sulla scrivania alla nuvola.
Se al posto del computer c'è una nuova infrastruttura, al posto del sistema operativo Windows o Linux c'è una nuova piattaforma. Amazon, nato come negozio online di libri, diventato poi un grande centro commerciale, è oggi uno dei principali attori impegnati a costruire il sistema operativo del cloud computing. Il sistema si chiama Amazon Web Services ed è un'infrastruttura che offre spazio, potenza di calcolo e altri servizi Web su richiesta e con tariffe a consumo.
Sviluppatori e sistemisti possono attivare i servizi di Amazon pagando solo quello che si consuma, come se fosse l'elettricità o il gas: 10 centesimi per ogni sistema operativo utilizzato, 15 per ogni GByte di spazio occupato, pagando di più quando la richiesta di potenza o di spazio aumenta e di meno quando diminuisce.
Piuttosto simile ai servizi di Amazon è Google App Engine: offre spazio per le applicazioni, servizi di archiviazione per i dati e potenza di calcolo a pagamento. Il servizio di Google è però più orientato al concetto di piattaforma: include la possibilità di condividere informazioni tra diverse applicazioni del mondo Google e fornisce già un sotto-sistema per lo sviluppo di applicazioni.
C'è una nuova infrastruttura, c'è un nuovo sistema operativo, ci devono essere dunque anche nuove applicazioni ed è, probabilmente, è il cambiamento che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno. Le applicazioni non si installano più: i software si stanno spostando lentamente dal computer al Web dove vengono utilizzati come servizi gratuiti o in abbonamento. Si chiamano applicazioni Web, o software come servizi e riguardano non solo gli utenti comuni ma anche le imprese.
Pensiamo alla posta elettronica in un'azienda: per gestirla si deve affittare un server e su questo server installare un software. Oppure si può far ricorso a Google Apps una delle proposte di cloud computing di Google che, in abbonamento o gratuitamente, fornisce un servizio di posta elettronica semplice da configurare e da tenere sotto controllo. Non si installa nulla e non serve nessun server: ci si collega al sito e ci si iscrive al servizio.
Il cloud computing è certamente uno dei principali cambiamenti nell'informatica degli ultimi anni e non è un caso che siano società agili e "nuove" come Google o Amazon ad aver per prime scommesso sul suo successo. Nomi più altisonanti come IBM, Microsoft o Oracle per ora inseguono. E forse anche per questo continuano a considerare questa mutazione come un bluff senza senso.