Ma, alla fine, che cosa possono fare utenti, navigatori, aziende con questo Web 3.0? In un video precedente abbiamo spiegato cosa sia il Web del futuro, in questo vediamo delle applicazioni pratiche che già esistono.
Come abbiamo detto, il Web 3.0 è il Web semantico, il Web in cui i documenti e le informazioni acquistano significato e si trasformano in dati intellegibili dalle macchine. I dati possono poi essere letti, interpretati, modificati, condivisi, combinati indipendentemente dal luogo in cui si trovano e dalla forma in cui sono pubblicati. Significa dotare il Web di un'enorme intelligenza collettiva che può essere usata in migliaia di modi diversi.
Uno dei principali vantaggi del Web 3.0 è nei motori di ricerca. SearchMonkey di Yahoo! aggiunge un livello semantico ai risultati delle ricerche sul motore. Una ricerca tradizionale mostra semplicemente il titolo della pagina, alcuni estratti basati sulla chiave e il link. Strutturando semanticamente le pagine, ossia estraendo da informazioni grezze dei dati riconoscibili, è possibile creare nuovi risultati, aggiungendo molte più informazioni prese direttamente da quella pagina.
La ricerca del futuro non sarà più su chiavi poco definite, che possono essere male interpretate e portare a risultati poco chiari, ma su significati precisi. Al posto di cercare sul web Francesco Caccavella si potrà chiedere ad un motore semantico: Che lavoro fa Francesco? Qual è l'ultimo articolo che ha scritto? Dove abita? e ricevere così risposte, anzi, si spera, un'unica risposta: quella precisa.
Searchmonkey funziona bene quando le pagine hanno già alcuni dati semantici strutturati. Calais è invece un progetto di Reuters che permette di estrarre dati semantici da una pagina che non utilizza marcatori specifici. Per vederlo all'opera si può usare Gnosis, un'estensione di Firefox che utilizza il motore di Calais per eseguire analisi semantiche su una pagina. Basta attivarlo è il piccolo strumento rileva decine di elementi: nomi di persona, aziende, città e così via.
Calais esegue un'analisi semantica di pagine comuni, una pratica di grande importanza per la struttura del Web 3.0. Esistono infatti dei linguaggi specifici, come Rdf, Rdfa o simili, con cui è possibile aggiungere significato alle informazioni ma questi devono essere applicati prima della pubblicazione. Per ciò che è stato già pubblicato serve un software che automaticamente aggiunge questo livello.
Cogito è un prodotto dell'italiana Expert system che fa proprio questo: analizza le informazioni e, tra le altre cose, è in grado di estrarne una struttura semantica da utilizzare successivamente. Questo sistema è applicato in diversi campi: Cogito Monitor consente di esaminare lungo un periodo l'opinione dei consumatori su un prodotto, su un servizio o altro; Cogito Semantic Advertiser permette di esaminare il senso delle pagine e di assegnare ad ognuna il giusto messaggio pubblicitario.
La pubblicità è un campo in cui l'analisi semantica del Web potrebbe dare i primi risultati. SemanticMatch è un prodotto presentato alla recente web 3.0 conference che si autodefinisce la piattaforma pubblicitaria del futuro: non si basa sulle Keyword o sui cookie per veicolare la pubblicità ma sul significato delle pagine. Peer39 è in grado di valutare se una pagina ha un contenuto positivo, negativo.
Infine citiamo Anzo, un plug-in per Excel, non ancora disponibile pubblicamente, che aggiunge informazioni semantiche ai dati di un foglio di calcolo. I dati in un foglio Excel possono essere identificati dal formato: data, numero, testo e così via. Con Anzo ogni cella acquisisce anche un significato: data di nascita di Francesco, ricavi del 2007, numero di dipendenti e così via. Dopo che ogni informazione è stato "taggata" semantiche, i dati di un foglio di calcolo possono essere condivisi online, confrontati, elaborati e pubblicati sul Web.